Escursioni e viaggi Francia

TREK IN VANOISE

 

La voglia di un trek in Vanoise mi ha preso qualche anno fa dopo aver letto un articolo su un numero speciale della Rivista della Montagna (n.291 dell’estate 2007 dal titolo “Un mondo di rifugi”), che trattava della gestione femminile di  alcuni rifugi del Parco della Vanoise, sul versante francese delle Alpi occidentali . E’ così che a fine estate 2012, dovendo scegliere dove passare qualche giornata ancora in quota tra rifugi (ero già stata sulle Dolomiti)  convinco la mia amica Silvana a visitare proprio questa parte delle Alpi, anche per i dislivelli contenuti che presentavano i vari spostamenti tra i rifugi nell’itinerario descritto sulla rivista (che però abbiamo in parte modificato) ed evitiamo il week end per non rischiare di non trovare posto a dormire, dal momento che non abbiamo intenzione di prenotare con anticipo. In quattro giorni passiamo per  sei rifugi e dormiamo in tre di questi. La mezza pensione si aggira sempre intorno ai 42-45 euro senza sconti per  soci CAI . Alcuni rifugi tra quelli toccati  (La Leisse e la Femma) sono stati costruiti dagli anni 70 secondo la tipologia dello chalet in legno, mentre altri da preesistenti alpeggi in pietra, usando lo stesso materiale, come per il rifugio Plan du Lac. Questo si trova alle porte del Parco (è un refuge de proximité) ed è accessibile anche con la navetta gratuita Estibus (si prende davanti all’ufficio del turismo di Termignon ed è gratis fino al parking di Bellecombe, poi se si vuole arrivare a questo rifugio e al successivo si deve pagare qualche euro; il servizio funziona solo in luglio e agosto, vi sono molte corse nella giornata) in una sorta di mobilità dolce. Elementi dominanti di questo parco sono laghi, ghiacciai, vette che sfiorano i 4000 m. (con varie possibilità di boucle  intorno a questi scenari: Tour dei ghiacciai della Vanoise, Tour della Gran Casse…)  e vaste praterie che ospitano tante marmotte e immagino sfoggino splendide fioriture (ma li ho sempre frequentati  in agosto quando ormai resta solo qualche macchia rosa degli epilobi montani). E’ il primo parco nazionale francese, istituito nel 1963 con l’obiettivo primario di proteggere lo stambecco e dal 1972 è gemellato con il confinante parco del Gran Paradiso.

26/8/2012

Io e Silvana alle 9 partiamo con la sua auto da Trofarello alla volta di Lanslebourg e in due orette siamo già a Termignon passando per il Colle del Moncenisio (dove sostiamo per un caffè ammirando il lago, dove stanno allestendo un bel giardino alpino). L’alternativa sarebbe il traforo del Frejus dopo Bardonecchia che comporta però un pedaggio discreto e inoltre sbuca a Modane obbligando a risalire la valle dell’ Haute Maurienne fino a Termignon. Arrivati a Lanslebourg e poi al vicino paese di Termignon prendiamo qualche depliant all’ufficio del turismo e decidiamo di salire in auto fino al parking di Bellecombe (2200 m.), anziché utilizzare la navetta gratuita, così per il ritorno non siamo condizionati da orari. Lasciamo l’auto però un po’ sotto, al parking le Coetet (2000 m.), per poter prima passare dal rifugio du Lac Blanc (2200 m.), godendo di belle vedute sulla imponente parete della Dent Parrachée (3654 m.). Il tempo è bello ma c’è un forte vento, in meno di un’ora arriviamo al rifugio, molto carino, in pietra, dove terminiamo il nostro pranzo (iniziato con un panino poco prima sulla sponda del lac Blanc) con una crepe aux myrtilles (io) e Silvana una tisana ai frutti rossi. Proseguendo lungo il sentiero in mezzora arriviamo al parking di Bellecombe e dopo aver passato un bel  lago in un’altra mezzora abbondante perveniamo al rifugio Plan du Lac ( 2364 m.)in ambiente molto aperto e curato, con vari pannelli didattici sugli aspetti naturalistici (flora, fauna, ghiacci, vette) e table d’orientation.  Sullo sfondo la Grande Casse con i suoi  3855 m. L’edificio  è in pietra con inaspettate fioriere e camerette in genere a 4 posti (due letti a castello, ideali per famiglie). Ci sistemano in una di queste provvista di ripiani e lavandino. Ceniamo alle 19.30 in compagnia di poche altre persone e del bel gattone del rifugio. L’inizio è poco promettente, con una brodaglia stile convento, ma poi arriva un piatto di polenta, patate e formaggio, un altro con arrosto di vitello con verdure e infine una torta di mele tipo crumble e per concludere un immancabile genepy! Siamo soddisfatte, anche perché siamo capitate in una di quelle sere in cui le guide del Parco proiettano qui uno dei vari documentari sul Parco e questa sera  apprendiamo tutto sul Gipeto barbuto.

27/8

Dopo una discreta colazione con caffè, pane, burro e marmellata, partiamo alla volta del Colle della Vanoise. In un’ oretta dal Plan du Lac siamo al Rifugio Entre des eaux (2120 m.), (dove dormiremo in seguito) e proseguiamo sulla sinistra salendo lungo i tornanti del sentiero e toccando dei bei laghi fino a raggiungere in un’ora e mezza il rifugio Col de la Vanoise,(2517) all’omonimo colle, non troppo bello come struttura ma situato in scenario suggestivo con splendida vista sul ghiacciaio della Grande Casse. Al solito Sylvie si contiene orientandosi su una salade mista del rifugio, mentre io, la golosona, mi divoro una ricca omelette du montagnard, con funghi, patate, formaggio e pancetta! Tutto sommato  mi giustifico pensando alle ore di cammino che ci aspettano ancora per raggiungere il prossimo rifugio dove dormiremo, ben tre ore e mezzo.. e difatti non passa un’ora che siamo già di partenza, ripercorriamo il sentiero a ritroso fino a un bivio da cui parte il vallone de la Leisse. Da qui in un’ora e tre quarti giungiamo al rifugio de la Leisse (2630 m.) sotto alla Grande Motte (3653 m.) che sono quasi le sette di sera, dopo esserci concesse un pediluvio ritemprante nel torrente. Molto grazioso il complesso dei tre piccoli chalet di legno: uno serve da dormitorio per i rifugisti, uno è per i gestori, uno per i pasti. A tavola dobbiamo stringerci un po’, il rifugio è al limite della capienza, ci hanno accolto anche se non siamo riusciti a telefonare per prenotare.  Dopo la solita brodaglia che si vede usano come entrée, ci aspetta una specie di pasta al forno più del formaggio, un budino e una grappetta al mirtillo.

28/8

Dopo un profondo sonno ristoratore ci prepariamo ad affrontare la nuova giornata di cammino con una ricca colazione: caffè, latte e pane nero ai cereali con burro e marmellata e una torta di ananas e banana, insolita per un rifugio! Nei mesi scorsi avevo cercato sul web una cartina dettagliata della zona tra il rifugio de la Leisse e quello della Femma per individuare un sentiero di collegamento diretto senza dover percorrere tutto il lungo itinerario descritto dalla rivista ispiratrice e in effetti l’ho poi faticosamente trovata ma essendo il sentiero solo tratteggiato ho preferito chiedere conferma direttamente ai rifugi circa la percorribilità. Così saliamo per questa traccia seguendo gli ometti in pietra e passando per un magnifico laghetto con piumini (eriofori), (Lac de Leisse Dessus) dove si specchiano la Grande Motte e la Grande Casse e dopo due ore dal rifugio siamo al Colle des Pierres Blanches (2800 m.). Da qui in giù il sentiero è più marcato e in altre due ore ci conduce al bel rifugio de la Femma ( 2346 m.). Si compone di una grande costruzione principale in legno con due piccoli chalet dormitori con bagni  e un locale invernale. La particolarità sono le marmotte addomesticate che spuntano un po’ qua e là e attraggono ovviamente molte famiglie con bambini; ma il tempo è peggiorato e dopo una tarte aux myrtylles decidiamo di scendere a valle, per arrivare in due ore al rifugio Entre deux  eaux dove passiamo la notte. La struttura è meno caratteristica degli altri rifugi ma gradiamo molto per cena le verdure che les gardiennes coltivano nei pressi.

Grande Casse e Grande Motte si specchiano nel lago con eriofori (Lac de Leisse Dessus,prima del Col de Pierre Blanches)

29/8

Sigh, è arrivato il giorno del rientro, il tempo per ora è bello e decidiamo di tornare all’auto per un sentiero alternativo che passa per i laghetti di Bellecombe, la traccia è poco chiara ma si vede di fronte il sentiero balcone e il rifugio Arpont sull’altro versante e in un’ora e mezza arriviamo nuovamente al lac Blanc e da qui al parking le Coetet. Ripresa l’auto ci fermiamo ancora a Lanslebourg per pranzare con una deliziosa galette sarrasin (tipica crepe con farina di grano saraceno)con noci e roquefort, per acquisti dolci in boulangerie (ottimo il flan patissier) e per una immancabile sosta alla Cooperative laitière dove acquistiamo formaggi locali tra cui il famoso Blu di Termignon. Rientriamo infine in Italia sempre attraverso il colle del Moncenisio

il nostro trek (evidenziato in giallo sopra la cartina dell’articolo)

 

 

 

 

 

 

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