Escursioni e viaggi Grecia

ASTYPALEA E KALYMNOS: diario di viaggio Grecia

FINALMENTE ASTYPALEA! CON ASSAGGIO DI KALYMNOS

Quando anni fa la mia amica milanese M.Pia mi ha iniziato alla Grecia portandomi nelle piccole Cicladi, Naxos e nella splendida Amorgos, mi ha colpito irrimediabilmente il mal di Grecia, così dopo qualche tempo ho portato i miei genitori ad Atene, Santorini e Milos (la mia preferita finora). Quest’estate, pur non trovando compagni di viaggio e pur essendo la Grecia in piena crisi decido ugualmente di partire da sola, assecondando anche l’attacco di insulite acuta che da mesi mi attanaglia e scelgo come meta quella che mi sembra più incarnare il prototipo dell’isola greca ideale, almeno per me…non troppo comoda da raggiungere, con una originale forma a farfalla, caratteristiche cicladiche e una chora si può dire perfetta. Dopo aver consultato a lungo sul web navi e voli  opto per un economico volo della Ryan air da Bergamo per Kos (70 eu prenotato a giugno) e da lì decido di  raggiungere Astypalea via Kalymnos (che si rivelerà una piacevole sorpresa), dal momento che non esiste un collegamento diretto con Kos.

21 luglio 2015

Dopo essere arrivata da Savona col treno a Milano prendo l’Orio shuttle per l’aeroporto di Bergamo per il volo delle 13.25 che atterra a Kos alle 17.15. Le caramelle alla cannella comprate all’aeroporto anticipano quello che sarà il gusto principale che accompagnerà il mio viaggio, gusto che amo molto anche in certi dolci dell’Altoadige, (dove difatti andrò al mio ritorno col mio compagno) non a caso il mio sito (in costruzione) si chiamerà Feta&strudel in onore alle mie attuali passioni, appunto la Grecia e l’Altoadige. Non dovendo ritirare bagagli stivati (l’ho prenotato solo per il volo di ritorno, per gli acquisti che farò) mi precipito subito all’esterno dove trovo in partenza il bus per Mastichari delle 17.40, in tempo per il traghetto delle 18 per Kalymnos   

Nel tragitto di soli 40 minuti mi lascio schiaffeggiare dal vento che sembra farmi sentire tutto il  profumo dell’isola a cui mi sto avvicinando, siamo in pochi, tra cui due giovani climber. L’isola è difatti famosa dal 1996 per le sue vie di arrampicata. Pothia mi colpisce subito per il brulicare di casette dai tetti rossi che sembrano risalire i versanti brulli, salgo verso l’hotel Panorama (35 eu a notte la singola), e mi godo appunto la visuale sulla cittadina e il porto dalla camera…provo una certa euforia all’idea di tutte le bellezze che vedrò nei giorni seguenti. Overjoied! . Verso le venti scendo a cercare una taverna segnalata sulle guide, Kefterios, che trovo nei vicoli. Le poche persone presenti e il lume di candela mi provocano un po’di malinconia che smorza l’euforia di prima, anche se mi trattano con i guanti: ottimo Imam di melanzane più una Mythos, mentre il dolce mi è omaggiato, è un enorme banana bread con crema di cioccolato. Il tutto per neppure 9 euro! Prima di rientrare in camera passeggio sul lungomare e verifico l’orario dei bus diretti a Emborios che mi serviranno l’indomani.

zoom su Agios Savvas

22 luglio

 

Dopo aver fotografato l’alba dal mio terrazzino mi dirigo verso il mercato del pesce dall’altra parte del porto ma lo trovo chiuso, passeggio tra i negozi di spugne per le quali è nota l’isola e poi salgo sul bus delle 9 per Emborios (2eu), che passa anche per Mirties e davanti l’isolotto di Telendos. Faccio subito conoscenza con un gruppo di pescatori…pugliesi, che sono ormai di casa qui e mi mostrano il loro pescato per la zuppa di pesce. Il mio primo bagno qui di fronte alla spiaggia ghiaiosa è delizioso, e scorgo alcune donne del luogo che vicino a me fanno il bagno vestite! Come è usanza trovare d’altronde qui, in quest’isola genuina dove sopravvivono ancora certe tradizioni. Le fotografo così come altre anziane in foulard che espongono i loro formaggi su un muretto. Il mio primo pranzo greco è alla taverna Captan kostos con un mermezeli , mega insalata con pomodoro, feta, acciughe, olive e pane scuro tipo il Dakos.(8 eu). E poi siesta su lettino gratis all’ombra di tamerici. Alle 15.50 riprendo il bus per Mirties e da qui il frequente barchino per Telendos (4 eu a/r) . Mi dirigo subito lungo un sentiero lastricato a Cochlada beach ma il mare è più mosso e allora torno alla spiaggia del molo. Quando ritorno a Mirties col barchino è quasi ora del magnifico tramonto  dietro Telendos, che riesco a fotografare  mentre aspetto il bus delle 20.10. Tornata in hotel ceno solo con yogurt e frutta secca e poi chiacchiero un po’ con i  proprietari molto gentili e disponibili e mi rendo conto che ci sarebbero ancora altre bellezze su quest’isola…non ho potuto vedere la splendida vista da Agios savvas o il magnifico fiordo di Vathy o fare l’escursione in barca a Pserimos…motivo in più per tornarci in futuro, magari abbinando l’isola a Nyssiros o Patmos.

indimenticabile tramonto su Telendos

23 luglio

E’ il giorno dell’attesa partenza per Astypalea col traghetto delle 7 ma…chi mi sveglia non è il mio cellulare bensì il sole delle…6.45!!! La sera prima mi sono dimenticata di attivare la sveglia del cellulare! Mi butto giù dal letto e senza speranza raduno le ultime cose, fuori dalla camera incontro per fortuna il gestore che mi dà un passaggio con lo scooter fino al porto. Arriviamo lì alle 6.58 ma il traghetto Nisos kalimnou è appena partito! Per fortuna è solo distante qualche decina di metri e dopo una telefonata del bigliettaio torna indietro a caricarmi! Per fortuna perché il servizio è solo due volte la settimana. Ci sono anche voli interni ma non so gli orari. La traversata dura tre ore e mezza e costa 13 eu, il mare è un po’mosso e qualcuno sta male, io per prevenire sto quasi sempre distesa finchè, verso le dieci si vede biancheggiare ancora in lontananza la splendida chora di Astypalea…mi batte il cuore…che fascino! L’ho sognata tutto l’inverno salvando sul computer tante immagini che la riguardano da contemplare nei momenti di grigiore e ora è arrivato il momento di vederla dal vivo . Sbarchiamo alle 10.40 e in breve raggiungo l’hotel Paradissos (40 eu la singola senza colazione), comodissimo sul porto e con vicina spiaggetta. Mi sistemo ed esco alle 12 in direzione della Chora, in una bakerie acquisto una spanakopita (sfogliatina agli spinaci) e dei biscottoni ad anello di due tipi, uno rivestito di cannella e uno di farina gialla (tipo koulouri). Faccio le mie prime foto alla chora coi suoi mulini mentre aspetto il bus (1 eu) per la spiaggia di Livadia, la più attrezzata dell’isola e che ha alle spalle l’unica verde vallata fertile di quest’isola profondamente brulla. La spiaggia è discreta, l’acqua un po’ fredda come capita in pieno egeo, la sabbia mista a ciotoli, ci sono diverse tamerici per l’ombra, molte taverne e studios e una bella vista sulla chora . Alle 17 ritorno col bus alla chora e salgo ai ruderi del castro veneziano (del 1200,di proprietà dei Querini, con due chiese più recenti all’interno) non c’è nessuno, solo il rumore del vento, tanti gatti e un’anziana su un uscio che lavora col fuso ma non vuole farsi fotografare a meno che io non le compri delle calze fatte da lei. Dopo qualche acquisto a un market ridiscendo al porto dove ceno con moussaka in una taverna dietro l’hotel di cui non ricordo il nome.

Il castro veneziano

 

24 luglio

Steno

Alle 8 colazione all’angolo con pita chocolate e espresso e poi bus delle 9 per la località di Maltezana. Mi fermo prima a Steno, il punto più stretto dell’isola (solo 100 m.). Sulla costa nord il mare è molto blu ma le calette sono colme di rifiuti, mentre sul lato protetto c’è subito una piccola spiaggetta sotto una cappella e una più lunga con una microtaverna e ombrelloni, fondale dapprima sassoso ma che si rivela poi sabbiosissimo e con acque basse…bagno gradevolissimo ma nessun pesce . Poco prima di mezzogiorno mi rivesto e riprendo il bus per Maltezana, dove mi aspetta una graziosa baia con rade casette, un molo con tante barche di pescatori ormeggiate con le loro reti, non trovo le rovine dei Tallaras  bath (terme ellenistiche),     proseguo però a piedi per 5 minuti verso la successiva Schinontas, con solo due taverne. Altro bel bagno, questa volta fra tanti pesciolini tra cui molte occhiate, poi decido di pranzare nella rinomata taverna Astifagia. Il trattamento è super: mi portano un’enorme porzione di Astytakos (un Dakos molto ricco) e un’altrettanto ricca Fava, per un totale di soli 10 eu, compresa l’acqua! Fatico a finirli! Ritornata a Maltezana mi concedo un ultimo bagno in una caletta raggiunta dopo una passeggiata tra bei cespugli di timo fioriti, prima del rientro a Pera Gialos col bus delle 19. Ovviamente, visto il megapranzo, opto per cena leggera a base di risogalo e bacche di goji comprati nel market.

una barca, uno scooter e qualche tamerice per l’ombra: tutto ciò che servirebbe per una vacanza comoda nelle isole greche!

25 luglio

Ore 8: mi incammino lungo la strada che va verso Maltezana per trovare nuovi scorci sulla Chora, anche con autoscatto, poi nella solita bakerie oltre ai torcetti alla cannella , di cui sono ormai innamorata compro anche il miele per cui l’isola è rinomata, ovviamente prevalentemente di timo. Salendo lungo le scale per la chora aiuto una vecchina a portare le borse della spesa e in cambio mi offre una pesca, che tenerezza!  Io cerco invece di sfamare alcuni gatti multicolore sulle gradinate. Ritorno a Livadi con bus poco prima di mezzogiorno e da qui tento di arrivare a piedi alla baia di Agios Costantinos. Primo bagno nella caletta di Agios Vassilios, in mezzo a tante castagnole e dove trovo una bella teca di riccio integra. Dopo il mio frugale pranzo riprendo la strada ma il sole ora picchia troppo, arrivo sopra la spiaggetta di Tzanaki , molto frequentata , ma desisto dal mio obiettivo e dopo foto varie ritorno a Livadi per un ultimo bagno prima dell’autobus delle 17. Ceno nella bella taverna della spiaggetta di Pera Gialos con moussaka.

Tzanaki dall’alto e vista sulla Chora

26 luglio

Oggi decido per la gita in barca agli isolotti di Kounopia e Koutsomiti, visto che le barche taxi per le spiagge di Agios Costantinos, Vatses e Kaminakia partono in pochi altri giorni. La barca parte alle 11 e costa 15 eu, il barcaiolo da’ alcune spiegazioni in greco, io ovviamente non capisco nulla tranne la parola “paralia” cioè spiaggia, ma poi per fortuna le ridà anche in inglese e capisco quanto basta sugli orari di permanenza nelle due spiaggette. Insieme a me diverse coppiette di giovani greci e una famigliola di tedeschi, i quali vengono lasciati sul primo isolotto, mentre noi proseguiamo per lo splendido istmo di Kounopia, dove possiamo stare due ore. Dopo aver piantato l’ombrellone in dotazione, salgo a piedi in mezzo ai cespugli di timo in cerca di migliori visuali..impossibile non tuffarsi in queste acque cristalline dove vedo tante salpe, colorate donzelle pavonine e anche rombi sul fondale, oltre a diversi ricci. Con la barca ritorniamo al primo isolotto dove sostiamo altre due ore e ritroviamo la famigliola di tedeschi lasciata all’andata, con i bambini ormai con look da perfetti naufraghi: bandana sui cappelli, bastone di legno, pelle arsa dal sole cocente…Alle 17 si riparte, con ultimo bagno in insenatura tra scogli con grottino. Gita sicuramente appagante, ma ho rimediato una bella scottatura sulla schiena, decido di non uscire più per cena e mi gusto uno yogurt di pecora con semi vari e naturalmente una spolverata di cannella! Infine fotografo il tramonto con      zoommata sugli isolotti appena visitati

Tramonto su Kounoupia e Koutsomiti

27 luglio

E’ l’ultimo giorno da dedicare a questa bella isola. Mi va di ritornare a Schinontas col bus delle 9.30 e stavolta proseguo a piedi in cerca di altre spiaggette, sono indicati i resti di una basilica paleocristiana che difatti trovo,(foto a destra) ma mi accorgo che il resto del percorso a bordo mare è disagevole, cammino comunque un po’ su una sottile striscia di sassi, un po’ nell’acqua finchè trovo la mia spiaggetta ideale, metà sassi metà sabbia con qualche tamerice… sono completamente sola tra qualche capretta, gabbiani e un cormorano. Mi godo per un’oretta questo angolo suggestivo, con la chora sullo sfondo, poi risalgo lungo tracce di sentiero nella macchia tra ginepri e lentischi fino alla chiesetta di Agios Petros e da qui proseguo sulla sterrata che passa da una cava, passando tra enormi draghe e camion, ma non c’è nessuno, il paesaggio è un po’ inquietante. Arrivata sulla strada principale ecco apparire l’altra parte dell’isola, poco frequentata, con le mitilicolture appena visibili in lontananza. A Schinondas altro bagno e naturalmente per il pranzo torno alla taverna Astifagia. Stavolta provo le sardine grigliate  e salsa agliata di noci, per totale di 11 euro e i giovani proprietari mi salutano definitivamente offrendomi il dolce! Tornata col bus all’hotel compro il biglietto per la nave dell’indomani nella biglietteria Blue Star gestita dagli stessi padroni. Il viaggio dura ben dieci ore con partenza alle 5 del mattino e costa 38 eu. Ultimo bagno nella spiaggetta davanti all’hotel poi risalgo alla chora per iniziare un’interminabile serie di fotografie al tramonto.

Dopo le tante ore di colloqui con sole capre di questi giorni non me la sento più di prendere il …capretto al ristorante, nonostante il ricordo ancora vivo di quell’ottimo patatato di Amorgos (spezzatino di capra e patate)  di qualche anno fa e nonostante la mia frenesia di voler assaggiare sempre tutte le specialità locali. Alla fine mi compro solo dei poygia, tipici dolcetti locali e li mangio in camera con yogurth, faccio la valigia e alle nove di sera sono già nel letto. Tutto sommato la parte dell’isola servita dai trasporti è molto ridotta e io, non guidando per nulla, non ho potuto raggiungere con auto o motorini le spiagge più a ovest sicuramente belle né ho potuto farlo a piedi per la canicola.

                         Chora che scoppia…di vita notturna (effetto fish-eye)

28 luglio

L’alba dalla nave per il Pireo

Levataccia alle 2! La padrona dell’hotel accompagna me e pochi altri alle 2.45 al porto di s.Andreas dove dopo le 3 arriva la Blue Star Paros che parte alle 5.15 . Mi piazzo nei posti fuori per poter rivedere le isole che toccherà la nave. La prima è Amorgos, nella cui costa meridionale scorgo il puntino bianco dello spettacolare monastero di Hozioviotissa . La nave ferma solo al porto di Aegiali, dove avevo alloggiato qualche anno fa, alle 7.30 si avvicina all’isola di Donoussa che guardo con attenzione perché prima o poi vorrei andarci, alle 9 siamo a Naxos (altri bei ricordi) e dopo mezz’ora a Paros. Dopo aver un po’ dormito e mangiato frutta scorgo il profilo di altre isole, forse una è Kitnos, e verso le 15 siamo al Pireo. Fa molto caldo e il rumore delle auto mi frastuona, ma l’occhio mi cade subito sull’insegna di un Chios shop, in un vicolo subito a fianco delle biglietterie Anek e Blue Star! (Chios è un’altra isola che desidero da tempo visitare). Compro però solo qualche chewingum, caramelle e liquorini a base di masticha di Chios, ovvero la resina di Lentisco, arbusto della macchia mediterranea di cui l’isola è ricca e che ha notevoli poteri antisettici, aromatizzanti e cicatrizzanti. Salgo poi sulla metro in direzione Kifissa (biglietto 1.20 eu) e dopo venti minuti scendo a Monastiraki dove mi appare il Partenone in tutto il suo splendore. Percorrendo Athina Street raggiungo in dieci minuti a piedi l’hotel Athinaikon,(36 eu a notte la singola senza colazione) in Evripidou, (quartiere Psirri) già provato due anni prima coi miei genitori. Ceno in hotel con cheese pitta leggendomi vari fogli sulla città.

sandali del famoso Melissinos a  Monastiraki

 

29 luglio

Dopo essermi stampata la carta d’imbarco per il volo di ritorno in un punto internet (prenotato già in inverno sempre con Ryan air per 50 eu) mi aggiro per i vari negozietti di spezie e aromi e arrivo nel vicino mercato della carne e del pesce. Passo molto velocemente in quello della carne, mi nausea, non riesco neppure a guardare la merce, mentre mi soffermo in quello del pesce per confrontare i prezzi e le varie specie. Dopo acquisti di regali in Aeolus mi metto a cercare la segnalata taverna To steki ilia, ma purtroppo apre solo per cena, dopo le 18. Torno allora lungo Adrianou e passo accanto alla famosa taverna Platanos, in Diogenous, dove però ho già mangiato in due occasioni passate, per fermarmi poi da Mezedopolio per un buon souvlaki di pollo con riso, patate e tzaziki per 9.50 eu compresa l’acqua.Vorrei salire al Licabetto ma non ho tempo, scendo in piazza Sintagma giusto in tempo per assistere al cambio della guardia delle cinque. Mi faccio fare la foto col bel soldatino da un anziano turista giapponese munito di teleobiettivo spaziale… ottime credenziali, direi! Entro poi nei giardini nazionali a fianco, con vari tipi di alberi esotici e un piccolo zoo, ma tutto mi appare un po’ trascurato. Verso le 18.30 rientro in hotel passando per Erinou e vicoli deserti. Compro qualche dolce tipico molto mieloso tipo Kataifi e Baklavas, tanto la cannella di cui mi drogo da giorni, se è vero che è ipoglicemizzante come dicono, dovrebbe aiutarmi a reggere il carico di dolci anche se è eccessivo! Stanca di girare torno in camera a prepararmi le valigie, dopo aver anche provato a prelevare da un bancomat senza successo (in ogni caso mi ero portata tanti contanti dall’Italia per non avere problemi, data la crisi greca).

Umore …grigio per Syntagma

30 luglio

Sveglia ore 5! . Un ultimo saluto al Partenone alle luci dell’alba prima di scendere alla metro di Monastiraki in direzione aeroporto per il volo delle 9.45    per Bergamo. Arrivo ben due ore prima in aeroporto perché stavolta ho un borsone da stivare con gli acquisti fatti (già prenotato on line quando ho acquistato il volo di ritorno nell’inverno precedente, anche se non sapevo ancora quali isole avrei abbinato alla visita di Atene). Dall’aereo mi godo ancora delle belle vedute e atterro alle 11.25 a Bergamo. Tornata a Milano con il bus mi aspetta per pranzo la mia amica milanese grecofila che non vede l’ora di sentire il mio racconto, e più tardi rientro in Liguria.

Facendo un bilancio devo dire che è stata un’esperienza stimolante: girare da sola e in un paese straniero ha rafforzato la mia autonomia e spesso mi ha dato come una sorta di ebbrezza, ma…più bellezze vedi e più ti dispiace non poterle condividerle con i tuoi cari! Inoltre la mia scarsa conoscenza dell’inglese e il fatto di non guidare hanno sicuramente limitato i miei contatti e spostamenti ma so che le gambe e la forte curiosità mi porteranno ancora verso altre isole greche da scoprire in solitaria!

 

 

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