Alto Adige Escursioni e viaggi

NASSREIDHOF, IL MIO PRIMO MASO E LA VAL SENALES

Tra un mese farò un trek itinerante col Cai in altoadige attraverso bellissime montagne dal parco Fannes Sennes Braies alle Tofane e Cortina, ma non resisto alla tentazione di provare anche il soggiorno in un maso in legno, dopo aver passato l’inverno sul web a selezionare i migliori per rapporto qualità prezzo, bellezza delle vallate, ambiente rustico..e  in testa alle mie preferenze c’è il maso Nassreidhof in val Senales, o meglio nella laterale val di Fosse, al margine del parco di Tessa.

Oltre al fatto che avevo sentito parlare bene di questo parco poco noto da amici che vi avevano camminato negli anni passati e al fatto che la val Senales mi attirava per il ritrovamento della mummia Otzi sui suoi ghiacciai ero rimasta colpita da  questo maso molto economico (mezza pensione allora -nel 2008 – solo a 26 eu,ora sui 31, che è sempre pochissimo!) in legno, con camere doppie o triple in legno anche rinnovate, cucina semplice tipica,e posizione strategica per visitare la val senales e quella laterale di Fosse..e riesco così a convincere mio padre a dedicare 4 giorni di fine luglio a questi posti e a provare l’esperienza di soggiornare in un vecchio maso dell’alto adige.

20/7/2008

Partiti in auto alle 8 del mattino dalla Liguria arriviamo a destinazione intorno alle 14, dopo alcune pause, di cui una in autogrill zona Trento per il pranzo. Nel pomeriggio ci riposiamo intorno al maso, osservando il lavoro nella stalla e leggendo qualche depliant sulla valle. Per cena ci aspetta una minestrina tipica e un secondo che non ricordo bene, unico neo del posto è che non fa i piatti tipici dell’alto adige tipo canederli o gulash, almeno in quei giorni non ce li hanno proposti.

21/7

Lasciamo l’auto poco sopra il maso per intraprendere il sentiero delle malghe in val di Fosse, che presenta pannelli ed elementi interattivi su flora e fauna ma soprattutto su aspetti colturali e metodi di produzione di formaggi (es: modello di un wasserwaal, ovvero canale irriguo, o modello di centrifuga per burro). Si parcheggia l’auto a Casera di Fuori e transitando lungo sterrata per casera di Mezzo e malga Rableit si arriva in circa un’ora e mezzo a Maso gelato, amena conca a 2000 m. da cui proseguendo si può raggiungere il passo Gelato e poi il  Rif.Petrarca a 2800 m. (alta via di Merano), ma noi ci fermiamo qui a gustare una squisita zuppa di gulash e un dolce, per poi rientrare quasi subito.  Nel pomeriggio ci rechiamo al paesino di Certosa, cosidetta perché un tempo vi era un monastero di certosini del 1300, di cui resta il chiostro, ma noi rimaniamo all’esterno a esaminare le varie piante dell’orto di erbe aromatiche e medicinali.

22/7

Oggi cii rechiamo a Maso Corto con l’idea di salire con la funivia al ghiacciaio (dove c’è un museo dedicato all’iceman e l’hotel Grawand, il più alto delle alpi, a quota 3200 m.), ma arrivati dagli impianti desistiamo, il tempo è pessimo, addirittura nevischia e allora ci fermiamo poco sotto, sul lago di Vernago (la diga risale agli anni ‘50) per fare il sentiero dei masi sul versante destro, breve itinerario ad anello. Prima tappa è al maso Tisenhof, a cui vorrei dare un’occhiata perchè nell’elenco delle strutture figurava come uno dei più economici (15 eu a notte) ma è chiuso, allora ci fermiamo a quello sopra, il Raffeinhof , dove pranziamo con un tagliere misto speck formaggio e anche una economica Kaiserchmarren piccola (io) e grande (mio padre). Poi proseguiamo di costa su ripido versante per una mezz’ora circa fino al maso Finailhof (1950 m.), uno dei più antichi dell’altoadige e chiudiamo l’anello lambendo il lago attraverso prati in via di sfalcio. Volendo si può anche fare il periplo del lago in due orette .

A Madonna di Senales visitiamo in alcune ore l’Archeopark, dedicato a Otzi, la famosa mummia di Similaun, che è conservata nel museo archeologico di Bolzano. Si tratta di un cacciatore dell’età del rame (circa 5000 anni fa), il cui corpo mummificato è stato rinvenuto nel 1991 nei ghiacciai del giogo di Tisa, a 3200 m.,  da una coppia di escursionisti.  Il parco archeologico-didattico di Madonna di Senales è stato ideato per mostrare la vita al tempo di Otzi e ed è costruito difatti come un paese neolitico, con varie capanne dove si possono provare attività laboratoriali come la lavorazione dell’argilla, la cottura del pane, il tiro con l’arco, l’uso della pietra focaia. E’un luogo quindi ideale per i bambini , peccato però che la valle per il resto non si riveli molto adatta a vacanze coi bambini in quanto  non offre molte passeggiate alla loro portata, a causa dei suoi ripidi versanti.

23/7

Oggi, ahimè, dobbiamo tornare a casa e ci fermiamo ancora a Naturno al centro visita del parco per prendere un po’di depliant e osservare pannelli e ricostruzioni relative al parco appena visitato e poi a Bolzano dove pranziamo alla nota birreria Hofer lungo piazza delle Erbe:  io prendo tris di canederli  e nei banchetti  del mercato faccio incetta di Schuttelbrott (croccante schiacciata di segale) e altri pani con semi di cumino, lino e sesamo, e qualche fetta di strudel e torta ladina, mentre nel market trovo la marmellata di mirtilli rossi .

La nostra esplorazione sembra terminata quando,  sulla via del ritorno, poco prima del lago di Garda, mio padre vede il cartello per la valle di Ledro, dove aveva passato una vacanza da ragazzo  e decidiamo così di visitare il parco delle Palafitte del Lago di Ledro, tanto per rimanere in tema di preistoria! In questo villaggio di palafitte ricostruito sono esposti i reperti rinvenuti negli scavi del villaggio che circa 4000 anni fa (età del bronzo), era presente sulle sponde del lago. Le varie capanne riportano strumenti e aspetti della vita degli abitanti (capanna dello sciamano, capanna del pescatore, del capovillaggio…) e insieme al museo sono lo scenario di attività di laboratorio specie rivolte a bambini e studenti. Salutate queste magiche atmosfere ci riavviamo verso casa, percorrendo la Gardesana, che costeggia il lago di Garda, prima di riimmetterci nella modernità delle autostrade…mi mancano già quei pendii ripidi della val Senales coi loro vecchi masi in legno abbarbicati, l’aria fine che scende dai ghiacciai, i piatti rustici e abbondanti, le testimonianze di vita contadina e di remoti  abitanti di queste terre..

 

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1 Commento

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    Roberto
    luglio 17, 2017 a 10:35 am

    Bellissimi posti!

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