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ANELLO DEI LAGHI CHIARETTO E FIORENZA (valle Po)

Conoscevo già i sentieri di salita ai vari rifugi dell’area Monviso, ma quando, su un libro di escursioni ho visto questo insolito anello non troppo lungo (4h.) che tocca entrambi i laghi più famosi sotto il Monviso abbiamo subito deciso di provarlo. Il percorso nella sua prima parte attraversa il selvaggio e poco battuto vallone dei Quarti (in due diverse volte non vi abbiamo incontrato nessuno), poi nel tratto Chiaretto-Fiorenza coincide col sentiero che da pian del Re sale al rifugio Sella.

Dopo aver parcheggiato l’auto a Pian della Regina (1770m.), sopra Crissolo, oltrepassiamo il ponte sul Po e percorriamo la sterratina chiusa al traffico (ex pista da sci), ma quando questa piega a sinistra per risalire verso il monte Granè, noi invece proseguiamo diritti (indicazioni per il lago Chiaretto) seguendo il sentiero che risale il vallone del rio dei Quarti, con davanti il Monviso, che dopo poco però si copre.

Tra erbe e sassi del sentiero scorgiamo un lento animaletto nero e lucido: è la salamandra Lanzai , già vista anche sul Granè di fronte. In realtà ricordo di averla già vista anni fa in val Germanasca salendo alla conca dei 13 laghi sopra Ghigo di Prali, difatti è un anfibio endemico delle alpi Cozie (Monviso, Queyras, valli Pellice e Germanasca).  Più in alto compaiono molte Genziane maggiori  e Veratri, due specie purtroppo talvolta confuse tra loro per quanto riguarda la raccolta della radice (quella della Genziana ha proprietà medicinali, aperitive e febbrifughe, mentre il Veratro è molto velenoso, deprime fortemente battito e pressione cardiaci con esiti anche mortali). In realtà sono molto diverse se si osservano gli esemplari completi: la genziana oltre ai fiori gialli ha le foglie opposte e nervature falsamente parallele , mentre il veratro, che è una monocotiledone liliacea, ha le foglie alterne e con nervature del tutto parallele e più incise, plissettate longitudinalmente, nonché fiorellini verdastri.

Seguendo ometti e tacche rosse arriviamo al ripiano erboso della Balmetta (2167 m.), con grossi massi e ruderi, dove il sentiero si riduce ad esile traccia nell’erba, finchè dopo un ultimo balzo raggiungiamo il lago Chiaretto (2260 m.) dalla particolare tonalità di celeste. Purtroppo le cime si sono coperte e scende un poco di nebbia ma ci fermiamo per il pranzo, ammirando le belle speronelle blu (Delphynium dubium, endemico delle Alpi meridionali in Piemonte, Trentino, Veneto) mescolate a tanti aconiti gialli (Aconitum vulparia) sulle rive del lago. Gli aconiti (il più comune è il napellus dai fiori viola) sono ranuncolacee dai fiori sì belli e appariscenti ma annoverate tra le specie più  tossiche,(anche i delphynium lo sono) provocano bruciori alla bocca, vomito, paralisi fino al coma e alla morte. Quindi vedere, ma non toccare! Dopo un’ora  riprendiamo il cammino passando sopra il lago verso destra, seguendo le indicazioni che man mano ci portano  al lago Fiorenza, attraverso il colletto del Chiaretto (2133 m.).  Qualche foto al lago abbellito dalle infiorescenze rosa degli Epilobi o garofani di monte e poi la breve discesa (20 minuti) alle sorgenti del Po e pian del Re (2000 m.). Dalla cappella dopo lo storico albergo scende il sentiero che in circa mezz’ora ci riporta al pian della Regina, passando sotto le belle cascatelle.

Salamandra lanzai

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